To WDC: un laboratorio per lo sviluppo di Torino e del Piemonte


Con la fine del 2008 si conclude lo straordinario anno in cui Torino è stata Capitale Mondiale del Design ed è certamente questo il momento migliore per tracciare un bilancio del lavoro svolto negli corso dei passati due anni e mezzo analizzandone i risultati in funzione dei quattro obiettivi di partenza che erano stati a suo tempo individuati dal Comitato Organizzatore: posizionare Torino nella mappa europea delle città del design, incentivare la crescita del sistema delle competenze locali, contribuire alla diffusione della cultura di progetto e lasciare tracce sul territorio in grado di rinnovare nel tempo gli effetti di Torino World Design Capital.

Posizionare Torino nella mappa europea delle città del design

L'anno mondiale del design ha consentito di creare e consolidare un fitto sistema di relazioni con le principali istituzioni nazionali ed internazionali del design, dal Barcelona Centre de Disseny al Design Council di Londra, dal Design Center di Singapore al Norwegian Design Council. Oggi questi soggetti vedono in Torino un interlocutore credibile e in Torino World Design Capital una case history di successo su cui dibattere, come è accaduto al Congresso Design Innovation, tenutosi pochi giorni fa a Parigi e organizzato dall'APCI (Agence pour la Promotion de la Création Industrielle).

Ben 80 grandi nomi del design mondiale sono giunti nel 2008 nella nostra città, molti dei quali per la prima volta: da Jasper Morrison ai fratelli Campana; da James Irvine a Martí Guixé; da Ross Lovegrove a Patricia Urquiola; da Giulio Iacchetti a Matali Crasset. Tutti hanno avuto l'opportunità di scoprire la città e hanno dato il proprio importante contributo, lavorando con le aziende del territorio, incontrando professionisti o prendendo parte a workshop con gli studenti. Da ricordare a questo proposito le oltre 1.000 persone che hanno affollato le lezioni pubbliche di Ross Lovegrove e Stefan Sagmeister. Notevole anche il ritorno mediatico dell'anno, che può contare su 3.250 uscite su stampa nazionale ed internazionale nel biennio 2007/2008.

Accrescere il sistema delle competenze locali

Gli oltre 20 concorsi realizzati nel corso dell'anno e i numerosi workshop tra aziende e designer organizzati nell'ambito di vari progetti, hanno contribuito in maniera significativa all'incremento delle competenze locali e soprattutto a mostrare come imprese, istituzioni e designer possano efficacemente lavorare insieme nell'ambito del design dei servizi.

Il progetto Torino Geodesign è l'emblema di questo processo nel quale aziende e designer sono stati chiamati a progettare soluzioni ai problemi concreti di 43 comunità cittadine, ma l'elenco potrebbe essere molto lungo. Ricordiamo il workshop Le vie del design, che a Rivoli ha messo in relazione istituzioni, designer e aziende cittadine; D_Art Lab, il laboratorio organizzato dalla Fondazione Pistoletto, che ha coinvolto a Biella 11 designer internazionali e 12 aziende italiane con sede in Piemonte nella progettazione di nuovi prodotti sostenibili; il progetto Canavese Connexion che nel Canavese ha impegnato ancora una volta designer, aziende e anche studenti nella progettazione di nuovi prodotti, attraverso un processo di innovazione costruito ad hoc a partire da sistemi di produzione esistenti.

Contribuire alla diffusione della cultura di progetto

Centotrentamila persone hanno visitato le mostre direttamente organizzate dal Comitato (L'Oro del design italiano, Oivetti. Una bella società, Torino Geodesign, Flexibility. Design in a fast-changing society, International Design Casa,  Dream. L'auto del futuro dal 1950), testimoniando come un tema apparentemente di nicchia come il design possa suscitare interesse non solo negli addetti ai lavori.

Anche esposizioni organizzate da soggetti terzi, come quella sulla collezione privata di Alexander Von Vegesack alla Pinacoteca Agnelli, quella su Roberto Sambonet a Palazzo Madama  o quella su Enzo Mari alla Galleria d'Arte Moderna, hanno riscosso un grande interesse. 

Inoltre, molti soggetti pubblici e privati hanno iniziato proprio in occasione di quest'anno a lavorare sul tema del design o ad approfondire il rapporto con questa disciplina, proponendo i propri progetti al Comitato e contribuendo attivamente alla costruzione di un calendario composto da 340 eventi, il 30% dei quali organizzato da soggetti privati, il 24% da associazioni, il 21% da istituzioni pubbliche, il 14% da enti culturali e l'7% da istituti di formazione e il 4% da combinazioni di soggetti diversi.

Lasciare tracce sul territorio in grado di rinnovare nel tempo gli effetti di Torino World Design Capital

Torino 2008 World Design Capital è stato prima di tutto un anno di "semina" per il futuro. Le Summer School, il metodo di lavoro di Torino Geodesign e mostre rieditabili prodotte nel corso dell'anno, come Dream - L'auto del futuro dal 1950  e Olivetti. Una bella Società  - in grado di promuovere anche all'estero l'immagine di un territorio capace storicamente di esprimere una creatività di livello assoluto - rappresentano infine delle tracce permanenti che rimarranno in dote a Torino e al Piemonte, oltre alla consapevolezza di poter giocare un ruolo importante a livello nazionale ed internazionale in questo campo.

Dal confronto e dal dibattito sul tema del design sviluppatosi nel corso dell'intero anno, sono inoltre scaturite ulteriori iniziative: è stato formalizzato pochi giorni fa un accordo tra le tre principali scuole di design del Piemonte (Politecnico, IED e IAAD) per sviluppare percorsi formativi comuni, mentre prenderà il via il prossimo novembre la Torino Design Week, una  intera settimana di eventi dedicati al design.

 



Progetti Speciali
Regione Piemonte Ministero dell'Economia Unione Europea Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Torino Centro Estero Intrnazionalizzazione