Intervista a Nonostante
Tre domande sull'esperienza del Geodesign

Giancarlo Zucca e Marco Zummo dello studio torinese Nonostante, da sempre attratti dal design concettuale, hanno studiato una serie di gadget di carta per comunicare "Insectida", il marchio simbolo di integrazione del quartiere cosmopolita di San Salvario. (Azienda partner: Cartiere Burgo)

D. Potete descriverci il vostro progetto per Torino Geodesign?

R. Il progetto nasce dall'esigenza dell'associazione Insectida, attiva nel quartiere San Salvario, di promuovere attività di integrazione tra le diverse individualità multietniche del quartiere, finanziandole attraverso la vendita di prodotti caratterizzati dal marchio Insectida.

I gadget da noi proposti, Lacrima e Sorriso, Biblivoro e Pulce nell'orecchio, si costruiscono utilizzando parti di shopping bag di carta opportunamente ritagliate. Il primo serve per veicolare messaggi positivi o negativi all'interno del quartiere; il secondo è un insetto segnalibro che suggerisce anche titoli di libri poco pubblicizzati e la Pulce nell'orecchio è una scatoletta portamemo da ufficio. L'intento è quello di far diventare i cittadini divulgatori di informazioni e di messaggi inerenti il proprio territorio e di diffondere e promuovere il marchio Insectida.

D. Cosa ne pensate di iniziative come questa, dove il design abbandona la sua espressione più glamour per abbracciare temi eticamente e socialmente utili?

R. Crediamo molto a questa dimensione del design, al progetto di un prodotto industriale in grado di innescare relazioni sociali ed attorno al quale si possono concentrare svariate necessità. Anche quella di intervenire attivamente sul proprio ambiente.

In occasione di altre esperienze progettuali abbiamo avuto modo di riflettere su oggetti che vivono dell'incontro tra persone e che quasi prescindono dal loro aspetto formale e che acquisiscono senso non per l'uso specifico ma in quanto supporto di un evento comune e condiviso. Sono oggetti che trovano posto nella considerazione della gente perché vengono coinvolti in una pratica sociale in cui ci si riconosce. Pensiamo ad esempio al biglietto del "torno subito", al cesto calato per recuperare la spesa dal balcone, ai frammenti di vetro cementati sulla sommità dei muri di recinzione come dispositivo di sicurezza, al pulisciscarpe davanti ai portoni, ... Sono questi i temi che ci affascinano ed è questo a cui tende il nostro design.

D. Siamo a metà di quest'anno particolare e importante per Torino. Potete fare un bilancio provvisorio di quello che è stato fatto finora? Proposte? Critiche?

R. Ci sembra che tutto stia filando liscio. Le iniziative sono innumerevoli, un'offerta forse anche eccessiva. Crediamo che, dopo la conclusione di questi eventi, sarebbe importante puntare sulla divulgazione del design prodotto e sul rafforzamento delle reti che si sono costruite, coinvolgendo sempre di più le istituzioni (pubbliche e private) ed i fruitori (utenti e consumatori) dei prodotti industriali.

Intevista a Matteo Ragni

Intervista a Adriano Design

Intervista a Civico13 con Vered Zaykovsky

Intervista a Arabeschi di Latte

link a:
Torino Geodesign.
La mobilitazione dell'intelligenza collettiva. 48 progetti per Torino

Info:
Torino Geodesign



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